Oggi pomeriggio, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto l’incontro conclusivo tra l’Amministrazione e le sigle sindacali per la definizione dello schema di decreto interministeriale relativo alla riorganizzazione delle dotazioni organiche del personale ATA, in attuazione del nuovo ordinamento professionale previsto dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019–2021.
L’Amministrazione ha illustrato il quadro tecnico del provvedimento, che introduce:
• 42.112 posti per il profilo di operatore scolastico
• 899 posti per il profilo di funzionario
Queste nuove figure entreranno in servizio a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Contestualmente, sarà attuata la riduzione di 2.174 posti di collaboratore scolastico, come previsto dalla legge di bilancio 2025, già oggetto di confronto e in fase di formalizzazione.
I posti di operatore scolastico derivano dalla riconversione di una parte dell’attuale organico dei collaboratori scolastici, secondo parametri proporzionali basati su numero di alunni, tipologia degli istituti e distribuzione territoriale. Particolare attenzione è stata riservata alle esigenze delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo, dei licei e degli istituti tecnici e professionali, con specifico riferimento al tempo pieno e all’assistenza alla disabilità.
Per i funzionari di elevata qualificazione, la ripartizione è stata effettuata all’interno della dotazione degli assistenti amministrativi, tenendo conto della complessità organizzativa delle istituzioni scolastiche, incluse quelle del primo e secondo ciclo, le istituzioni educative e i CPIA.
Il decreto sarà formalizzato solo dopo il necessario accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’acquisizione del parere della Conferenza Unificata. Una volta concluso l’iter, si potrà procedere con le selezioni per la progressione verticale, riservate al personale a tempo indeterminato, come previsto dall’art. 59, commi 5 e 8 del CCNL.
La nuova struttura organica dovrà essere definita prima dell’avvio delle operazioni di mobilità per il 2026/2027, al fine di evitare situazioni di sovrannumerarietà. L’intera operazione dovrà rispettare il principio di neutralità finanziaria, in linea con i vincoli normativi vigenti.
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