Una rivoluzione silenziosa ma decisiva sta per ridisegnare l’ingresso nel ruolo: con le nuove liste regionali, ogni candidato dovrà scegliere una sola regione in cui collocarsi. La scelta non sarà definitiva: la validità dell’elenco coprirà un’unica tornata di assunzioni e, se non si verrà immessi in ruolo o se si vorrà cambiare strategia, l’anno successivo sarà possibile optare per un’altra regione.
Il Decreto PNRR 2026 introduce una serie di criteri uniformi che puntano a superare le disparità territoriali e a rendere più lineare l’accesso alle graduatorie:
• Il punteggio sarà calcolato esclusivamente sulla base delle prove concorsuali, scritta e orale, eliminando il peso dei titoli, spesso valutati in modo disomogeneo tra le diverse commissioni regionali.
• Rientra tra i concorsi validi anche lo straordinario del 2020, bandito con DD n. 510 del 23 aprile, che – a causa dell’emergenza sanitaria – prevedeva un’unica prova scritta come requisito di superamento.
• L’ordine di inserimento seguirà un criterio temporale, basato sulla data di pubblicazione del bando di ciascun concorso.
• Priorità a chi sceglie la stessa regione in cui ha sostenuto il concorso, una misura pensata per favorire la continuità territoriale.
Il nuovo impianto normativo punta a rendere più trasparente e prevedibile il percorso verso l’immissione in ruolo, riducendo le disparità e offrendo ai candidati margini di scelta più chiari e programmabili.



