La bozza di decreto che ridisegna gli Istituti Tecnici segna una revisione profonda del DPR 88/2010. Il nuovo impianto punta su percorsi più flessibili, una filiera formativa integrata con ITS Academy e lauree professionalizzanti e un forte legame con il sistema produttivo.
I settori restano due, ma quello tecnologico diventa tecnologico‑ambientale e le articolazioni vengono razionalizzate. Il PECuP è riscritto secondo il DL 144/2022 e il quadro orario passa a un modello con area generale e area di indirizzo flessibile.
Nel settore economico vengono confermati AFM e Turismo, con l’introduzione del nuovo percorso “Turismo beni ambientali e culturali”. Nel tecnologico restano nove indirizzi riorganizzati e debutta un post‑diploma Enotecnico di livello EQF 5.
La didattica viene ripensata in chiave competenziale: UdA obbligatorie, compresenze strutturali e personalizzazione del curricolo. Rafforzato il raccordo con imprese, università e centri di ricerca attraverso Patti Educativi 4.0 e laboratori condivisi.
Novità anche per la formazione dei docenti, con possibilità di aggiornamento in azienda, e per l’internazionalizzazione: CLIL obbligatorio dal terzo anno e mobilità estera incentivata.
Dal 2027/28 i CPIA potranno attivare in via sperimentale percorsi tecnici di II livello. L’entrata in vigore della riforma è prevista per le classi prime del 2026/27, con linee guida ministeriali attese a breve.



