Una rivoluzione nei controlli è alle porte: la manovra finanziaria 2026 introduce un sistema di verifica capillare sui permessi retribuiti per assistenza e congedi parentali.
L’INPS potrà accertare in qualsiasi momento la validità dei requisiti sanitari, su richiesta diretta dei datori di lavoro pubblici. Non basterà più il riconoscimento iniziale della disabilità: ogni assenza potrà essere messa in discussione.
Controlli incrociati e tracciabilità totale. Le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare mensilmente all’INPS tutti i permessi concessi, indicando anche il nominativo del “dante causa” (la persona assistita).
Questo permetterà di scoprire abusi finora difficili da individuare, come l’utilizzo simultaneo da parte di più familiari per la stessa persona.
Nel mirino gli abusi. Il ministro Giorgetti è chiaro: l’obiettivo è colpire chi approfitta delle tutele, come chi continua a usare permessi per assistere persone decedute o chi ottiene congedi da più datori per lo stesso assistito. Ogni abuso è una ferita al sistema di welfare e un danno economico per l’INPS.
Verso un sistema più giusto o più burocratico? La misura punta a tutelare chi ha davvero bisogno, ma solleva dubbi sulla sostenibilità e sull’impatto per chi usa legittimamente questi diritti. Dal 2026, ogni permesso lascerà una traccia digitale: nessuno potrà più passare inosservato.



