Il Ministero dell’Istruzione ha dato il via libera al piano di assunzioni per l’anno scolastico 2026/27: 46.642 posti entreranno stabilmente nell’organico nazionale. La macchina delle nomine è già partita in molte regioni e proseguirà per tutto luglio, senza le proroghe autunnali viste negli anni scorsi.
La distribuzione dei posti segue il tradizionale equilibrio: metà alle GAE, metà ai concorsi, con precedenza ai vincitori. Tuttavia, il quadro non è roseo per tutti: una parte consistente di idonei e docenti inseriti negli elenchi regionali rischia di restare ancora in attesa, nonostante anni di procedure e graduatorie.
La complessa sequenza di scorrimento – diversa per infanzia, primaria e secondaria – prevede il passaggio attraverso concorsi ordinari e straordinari, graduatorie PNRR, elenchi regionali e, per il sostegno, anche la prima fascia GPS. Ogni fase assorbirà i posti rimasti liberi dalla precedente.
Accettare la nomina significa rinunciare alle supplenze e, per chi è già di ruolo, lasciare la precedente titolarità. Chi non è abilitato potrà entrare con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto, con l’obbligo di conseguire l’abilitazione entro l’anno.
Nonostante l’ingente contingente, resta un dato politico evidente: la stabilizzazione non sarà per tutti. Molti aspiranti, pur collocati in graduatoria, dovranno attendere ancora.



